Walter Bonatti, per tutti “il re delle Alpi”, è stata una leggenda dell’alpinismo mondiale. Ma anche un uomo di rara sensibilità e intelligenza. Mauro Colombo, giornalista e autore, ci regala un breve estratto dal suo racconto contenuto in Tra Uomini e Dei, storie di rinascita e riscatto attraverso lo sport, antologia curata da Elena Mearini per Morellini Editore.

 

“Il cielo si era rannuvolato durante il loro ultimo viaggio, tre mesi prima, nei deserti di Libia, Sudan e Egitto. Walter era strano, affaticato, quasi assente. Al ritorno aveva accusato i primi dolori, che si erano fatti sempre più violenti. La diagnosi dei medici non aveva lasciato speranze: non gli restava molto tempo. L’avevano detto a Rossana e lei l’aveva tenuto per sé, temendo che un verdetto così tremendo avrebbe indotto Walter a farla finita da solo. A tagliare la fune, come si fa talvolta in montagna quando non si vuole trascinare i compagni di cordata con sé nel precipizio. […]

Era proprio il silenzio di Rossana, quella verità nascosta, a tenere Walter aggrappato alla vita. Aveva avuto un’esistenza piena, intensa, avventurosa, ricca di successi e di drammi. Sì, forse, se avesse saputo, avrebbe tagliato la fune, e l’avrebbe fatto serenamente, appagato da quello che aveva realizzato. Ma c’era Rossana che, finché aveva potuto, gli era stata accanto in quei mesi di dolore. Walter non voleva lasciarla sola, non voleva abbandonarla durante l’ascesa. Così rimaneva lì, intrappolato in quell’agonia senza coscienza e senza speranza. […]

Walter aveva amato la vita sempre, nei giorni grandi e luminosi delle imprese su Gasherbrum e Cervino e dei reportages per Epoca, e in quelli tristi e bui dei veleni prodotti dalla conquista del K2, della tragedia del Freney (con il peso di quattro morti caricati ingiustamente sulle sue spalle) e del brusco allontanamento dalla rivista. Ma nel nulla nel quale non poteva avanzare, né tornare indietro, nessuna emozione – neppure negativa – era in grado di raggiungerlo. Per farlo ci voleva una forza immane. Così forte, c’era solo l’amore di Rossana. E paradossalmente quell’amore era anche il legame che lo tratteneva”.

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