ROSSELLA O’HARA farsi fregare dall’uomo sbagliato

rossella o'hara«Scarlett O’Hara non era una vera bellezza, ma raramente gli uomini che subivano il suo fascino, come i gemelli Tarleton, se ne rendevano conto».

Intere generazioni di ragazze, donne e donzelle hanno imparato a memoria l’incipit di Via col vento, il fortunato romanzo pubblicato nel 1936 dalla scrittrice americana Margaret Mitchell, giornalista trentacinquenne che si aggiudicò il premio Pulitzer e il National Book Award.

Quattro anni dopo, il 17 gennaio 1940, il film diretto da Victor Fleming (con protagonista una deliziosa Vivien  Leigh) invadeva i cinema americani, trasformandosi nel maggiore campione d’incassi nella storia del cinema. Un successo straordinario e senza precedenti. In tutto, si calcola che Via col vento abbia registrato duecento milioni di spettatori al cinema negli Stati Uniti, detenendo il titolo di film più visto di sempre negli USA, davanti a Guerre stellari di George Lucas (circa centottanta milioni) e Tutti insieme appassionatamente di Robert Wise (centoquaranta milioni).

Alla base di tutto c’è lei, “miss Rozella”, come la chiamava la burbera Mami, sua guardiana e sua coscienza critica. Il nome Rossella è però l’italianizzazione dell’originale Scarlett (di cui richiama efficacemente il senso, “rosso scarlatto”); a sua volta, il nome Scarlett venne scelto dalla Mitchell solo poco prima di dare il volume alle stampe, visto che fino ad allora si riferiva al personaggio chiamandolo “Pansy”. Anche nelle varie versioni successive, in Italia il nome è rimasto sempre Rossella, grazie al grande successo del film di Fleming e l’identificazione con la protagonista.

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Ma cos’aveva e cos’ha di tanto magico l’anti-eroina Rossella O’Hara? Passa la vita a inseguire l’uomo sbagliato, il vanesio Ashley Wilkes, che però è sposato con l’ottima Melania, convinta di essere ricambiata e di poter coronare il suo sogno d’amore, alla fine si rende conto di non averlo mai amato davvero e quando ormai è troppo tardi capisce che chi l’ha veramente amata è Rhett Butler (nel film un formidabile Clarke Gable). Peccato che lui, stanco di lei e dei suoi capricci, finisca per salutarla con un indimenticabile e inesorabile «Francamente me ne infischio!».

Insomma, sulla carta, Rossella è la quintessenza di tutta la montagna di errori che si possono commettere nella vita, soprattutto in amore. Egoista fino al midollo, non esita a passare su tutto e su tutti per raggiungere i suoi scopi. Ma è anche una donna tosta, indipendente, che non ha paura di niente e nessuno, che non abbassa mai la testa, non ha peli sulla lingua e si rifiuta di vestire i panni della donna di fine ’800. È una, insomma, che non si arrende mai (ecco da chi ha preso il suo motto Simona Ventura!). E di lei è proprio questo che ha conquistato intere generazioni di fan.

Quelle pronte a inseguire uomini sbagliati sperando che tornino ai loro piedi. Che continuano a ripetersi di essere quelle “giuste”. E che pensano: «Ma come farà lui a non averlo ancora capito?». Quelle che stanno lì, ad aspettare i ritorni che non arrivano, a sospirare, a invidiare anche un po’ i tipi mosci alla Melania. Che si fidanzano per dispetto, che magari per ripicca si danno al libertinaggio ma sanno che ce la “possono” fare. Anzi, che ce la “devono” fare.

No, Rossella O’Hara non è una cretina che non ha capito nulla della vita, troppo presa a seguire una chimera per il solo fatto di non riuscire a fare a meno di desiderare quello che non ha. Tutte le romantiche incallite, che hanno visto Via col Vento almeno una decina di volte e conoscono a memoria ogni scena del film, sanno che l’importante per tutte le Rosselle dell’universo è non perdere mai la speranza. Nel lieto fine: Tara!

 

Inaffondabile perché… Ci ha insegnato che «domani è un altro giorno»

Marina Moioli

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