LIZ TAYLOR & RICHARD BURTON L’amore furioso

Il primo incontro, narrano i biografi, avvenne in un giorno imprecisato del 1953, nella villa dell’attore inglese  Stewart Granger a Bel Air. All’epoca Elizabeth Taylor, l’ex bambina prodigio di Torna a casa Lassie, aveva solo 21 anni ma già alle spalle 11 di carriera e due dei suoi leggendari matrimoni.

A raccontare la scena fu proprio Richard Burton: «A un certo punto, una ragazza seduta dall’altro lato della piscina alzò gli occhi dal suo libro, si tolse gli occhiali da sole e mi guardò. Era così straordinariamente bella che mi venne quasi da ridere».
Ma quel giorno tra loro non scoppiò l’amore.
Lui la notò ma lei fece talmente poco caso all’incontro da negare che fosse mai avvenuto.
L’inizio di quello che Sam Kashner e Nancy Schoenberger definiscono Furious love (Il Saggiatore, 2013) era rimandato al 1961. 

Galeotto fu il set di Cleopatra a Cinecittà, il kolossal della 20th Century Fox diretto da Joseph Mankievicz considerato il film più costoso di tutti i tempi: 44 milioni di dollari di allora. Dovevano recitare la parte di due amanti, lei la regina d’Egitto e lui Marc’Antonio, e lo diventarono davvero.

«Se ne sono accorti tutti. Tra i due attori c’è un’alchimia palpabile, si cercano con lo sguardo, vivono intensamente la passione che anima i loro personaggi. Al termine della ripresa, Richard mormora all’orecchio di Liz: “Mi hai stregato, Cleopatra”», scrive Gilbert Sinoué nel libro Le storie d’amore che hanno cambiato il mondo” (Neri Pozza, 2016) documentando anche la data della loro prima notte insieme: il 23 settembre 1961.   

Quello che cominciò su quel set faraonico fu un rapporto che non solo travolse due matrimoni, ma sconvolse la morale dell’epoca. Ogni fuga, ogni cena, ogni bisticcio erano immortalate da fotografie o da articoli di gossip. E fu proprio la caccia a Liz e Richard nella via Veneto del periodo di Cleopatra che ispirò a Federico Fellini le scene del paparazzo della Dolce Vita. 

Dopo i rispettivi divorzi, nel 1964 convolarono a nozze in Canada il 15 marzo e, nonostante lo scandalo, la loro carriera non ne uscì intaccata. Anzi, la love story più agguerrita e più chiacchierata del Novecento sembrava proseguire a gonfie vele. Negli anni d’oro del loro amore erano due tra gli attori più pagati di Hollywood:  «Ho calcolato che alla fine del 1969 dovremmo possedere all’incirca 12 milioni di dollari, tra tutt’e due», dichiarò Burton: «Di questi, 3 milioni in diamanti, smeraldi, proprietà varie, dipinti, perciò la nostra rendita annua si aggirerà intorno a 1,2 milioni». Certo, erano anche bravissimi. Se Liz era un’attrice arrivata sul set a dieci anni e cresciuta nel cinema, Richard si era fatto le ossa come attore shakespeariano e aveva preso il cognome d’arte dal suo maestro e mentore, il grande attore inglese Philip Burton (il suo era Jenkins). Però il bell’attore gallese alle spalle aveva anche una lunga collezione di flirt. Tanto che Liz era prevenuta e in seguito svelò: «Non volevo essere una nuova tacca sul suo cinturone».

Quelli che poi passarono insieme furono tredici anni di passione distruttiva, tra litigi furiosi e gioielli favolosi. Il loro fu davvero un amore grande  e appassionato, ma non una favola a lieto fine. A rovinarla, pare,  furono l’alcool, i farmaci (da cui Liz era dipendente anche per i forti dolori alla schiena) e soprattutto la gelosia. 

Richard infatti comincia a tradire Liz spesso e volentieri. La ricopre di regali meravigliosi e gioielli faraonici (come il mitico diamante da 60 carati o la perla Pellegrina appartenuta alle regine di Spagna), ma non perde occasione di cadere tra le braccia di giovani attrici o avvenenti sconosciute. Le loro liti sono accese e intense quanto le riappacificazioni. Volano sberle, ceffoni e pugni insieme a vasi, piatti ed oggetti di ogni genere. Inevitabilmente nel 1974 si dividono. Per riprendersi e risposarsi l’anno successivo e divorziare ancora. La perfida attrice Joan Crowford commenterà: «Il divorzio era inevitabile. Non si può vivere di solo letto».

Anche dopo il secondo divorzio, però, lui continuò a scriverle lettere bellissime, e lei a pensare che un giorno si sarebbero risposati. Finì con Liz ricoverata a disintossicarsi alla clinica Betty Ford e Richard ucciso a 58 anni, 5 agosto 1984, da un’emorragia cerebrale. Liz dirà che il giorno prima lui le aveva scritto di volerla nuovamente sposare, rivelando: «Richard è l’unico uomo che abbia veramente amato e di cui ancora mi importi. Mi mancherà tutta la vita».  

E così fu. Secondo le sue ultime volontà, nella bara di Liz Taylor (che riposa dal 23 marzo 2011 nel cimitero di Los Angeles), è stata deposta l’ultima lettera dell’uomo che non aveva mai smesso di amare.  

 

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