MOLLY BROWN
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Immaginati

LAURA PALMER in principio fu Twins Peaks

Dicembre 1990. Un battage mediatico invade la televisione privata, c’è qualcosa di nuovo e di terrificante che sta arrivando, nessuno sa cosa sia (almeno in Italia perché in America Twin Peaks andò in onda un anno prima). Promo lanciate a rotazione, musiche di Angelo Badalamenti come colonna sonora con quella musica che spinge la psiche umana verso un mondo sconosciuto. Informazioni frammentarie e sparse come indizi fino alla fatidica frase che sconvolse la Tv:

Chi ha ucciso Laura Palmer?

Sono passati trent’anni. Era il 9 gennaio 1991 quando Canale 5 trasmise per la prima volta in Italia una serie tv che divenne iconica: Twin Peaks.

La nostra televisione, a quei tempi, era popolata di sceneggiati, telenovelas e soap opera ed era lontana anni luce dal regista David Lynch che imparammo a conoscere poco prima con i suoi film Blue Velvet o Elephant man.

Ignari, stavamo assistendo ai prodromi di quelle che poi diventeranno le serie Tv che tanto ci appassionano oggi.

Tutti parlavamo di Twin Peaks, cosa fosse e chi avesse ucciso Laura Palmer.

La figlia del regista, Jennifer Lynch (anche lei regista conosciuta per il film Boxing Helena, da rivedere per ritrovare una protagonista di Twin Peaks) mandò alle stampe il Diario segreto di Laura Palmer, permettendo a tutti di entrare nella vita segreta di questa diciassettenne che tutti vedemmo per la prima volta sulle rive di un lago avvolta come una mummia in un telo di plastica.

Un corpo avvolto in una plastica, attorniato da poliziotti che cercano di aprirlo per capire chi c’è dentro.

Un pezzo di plastica che cede e lascia scorgere il suo volto bluastro, così David Lynch e Mark Frost (ideatori della serie) fanno assurgere Laura Palmer a icona.

Tutti parlavamo di Twin Peaks, tutti lo guardavamo, tutti volevamo sapere chi avesse ucciso Laura Palmer. Tutti volevamo entrare in quel paesino di provincia e scoprire la verità. L’effetto emotivo di quella serie rimase impresso nelle coscienze di molti.

Una rivoluzione per la televisione ma anche per gli spettatori.

Nel 1991 in Italia Twin Peaks venne candidato ai Telegatti come miglior “telefilm straniero”. Presentava quell’edizione Raffaella Carrà, premiava la categoria una giovanissima Monica Bellucci che chiudeva la sua carriera di top model per dedicarsi al cinema in quegli anni. Ovviamente vinse, e sulle note conosciute di Badalamenti una timida Sheryl Lee (Laura Palmer) ritirò il premio.

Vedere lei, la protagonista cadavere, in carne e ossa fu uno shock e lo stupore la consacrò.

È lei l’icona degli Anni Novanta: Laura Palmer il personaggio e Sheryl Lee l’attrice che la interpreta.

David Lynch la incontra nel 1990 e le attribuisce il ruolo del cadavere.La ragazza deve interpretarlo e riesce in una scena ad attrarre lo sguardo lungimirante del regista.

Un cadavere capace di parlare al telespettattore.

È così che l’inconsapevole icona-cadavere diventa la regina indiscussa di Twin Peaks, al punto che il regista Lynch pensa a inserire nella serie di flash-back che riportano in vita Laura Palmer, ma per lui non sono abbastanza. La vuole ancora presente, tanto, al punto di affidarle il ruolo della cugina: Madeleine Ferguson.

Tra tutte le protagoniste iconiche del telefilm Twin Peaks ce n’è un’altra che catalizza subito il pubblico, la bad girl: Audrey Horne.

Interpretata da Sherilyn Fenn, è l’incarnificazione della ragazza cattiva, sempre con la sigaretta in bocca o in mano, lo sguardo in tralice, quella chioma nera e gli occhi chiari che richiamano Liz Taylor e ricordano un più vivida Stockard Channing di Grease. Solo che Sherilyn Fenn, in arte Audrey, è la vera dark lady che serve a Twin Peaks per immergere le carte nel lugubre, per non dare respiro al telespettatore

La realtà diventa iconica.

È quello che compie Mark Frost (ideatore insieme a Lynch della serie) che s’ispira alla vera storia di Hazel Drew che nel 1908 venne ritrovata morta in uno stagno a Sand Lake, località che Frost frequentava da giovane. Porta sullo schermo gli orrori irrisolti della provincia americana, ed insieme a Lynch li donano all’eternità.

Twin Peaks, Sheryl Lee e Sherilyn Fenn diventano icone di un’epoca grazie a Hazel Drew. Diventano icone grazie ad un regista, Lynch, che non si è fermato davanti a niente che ha continuato a rivoluzionare il mondo del cinema e della televisione.

Twin Peaks è stato il primo telefilm a essere trasmesso nei musei, una la vera rivoluzione.

Con tematiche come l’incesto, la violenza, la droga, il falso perbenismo, è riuscito a fotografare una società. Rendendo tutto iconico e popolare, cambiando la storia e il nostro modo di vederla.

 

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