JULIO IGLESIAS frammenti di un discorso maschile


julio iglesiasNel 1976 esce Se mi lasci non vale, e un fenomeno musicale, uno dei più eclatanti della musica leggera (300 milioni di dischi venduti) conquista vecchio e nuovo mondo.

Nello stesso anno Roland Barthes ha finalmente ciò che merita: una cattedra di Semiologia Letteraria al Collége de France, e poco dopo pubblica Frammenti di un discorso amoroso, e un nuovo modello di critica letteraria s’impone e conquista l’intellighenzia europea e non.

Nel suo saggio abbozza una geografia dell’amore attraverso i segni e le parole seminati nei romanzi, una mossa azzardata che supera l’analisi strutturalista del testo, riconoscendole un grande debito.

Come noi (le donne soprattutto) dobbiamo riconoscerlo a Julio Iglesias. Che più che farci sognare (per molte è sempre stato difficile andare oltre i primi venticinque secondi di una sua canzone) ci ha insegnato tutto quel che è necessario sapere sull’uomo, inteso non come razza umana, ma come maschio, e latino.

O meglio: avrebbe potuto insegnarci tutto quello che è necessario sapere sugli uomini, se qualcuno ci avesse fatto un’analisi strutturale del suo testo e poi abbozzato una geografia del sentire maschile.

La scorticata

Roland Barthes: “Speciale sensibilità del soggetto amoroso, che lo rende vulnerabile, esposto anche alle ferite più lievi”

 

La valigia sul letto

è quella di un lungo viaggio

e tu senza dirmi niente hai trovato il coraggio

con l’orgoglio ferito di chi poi si ribella

ma quando t’arrabbi sei ancora più bella

 

La ribellione della donna è fonte di stupore per Julio. E di eccitazione. La schiava che spezza le catene, il soggetto amoroso scorticato e vulnerabile non causa senso di colpa, ma in prima battuta meraviglia (che fai, ti ribelli?) e in un secondo momento compiacimento erotico (soffri per me, che sexy!). Essere fonte di dolore e di piacere, quindi essere tutto, essere la vita, che dà, toglie, fa piangere e sorridere.

Risonanza

R.B. “Modo fondamentale della soggettività amorosa: una parola, un’immagine si ripercuotono nella coscienza affettiva del soggetto”

E così, su due piedi, io sarei liquidato

ma vittima sai d’un bilancio sbagliato

se un uomo tradisce, tradisce a metà

per cinque minuti e non eri più qua

 

Una donna tradita, anche se scema, per grandi linee immagina cos’è successo. E cosa fa Julio, sorvola? No, le regala un’immagine: sono stati solo cinque minuti! E, come scrive Roland Barthes,  “la parola, l’immagine, l’idea hanno l’effetto di un colpo di frusta”.

Poi aggiunge: “Nell’immaginario amoroso, niente contraddistingue il più trascurabile stimolo da un fatto realmente conseguente; il tempo viene scosso in avanti (mi vengono in mente predizioni catastrofiche) e indietro (mi ricordo con sgomento dei “precedenti”): da un niente, prende corpo tutto un discorso del ricordo e della morte che mi trascina con sé: è il regno della memoria, arma della risonanza, del “risentimento”.

Perché lo fa? Non sarebbe più furbo passare oltre, rassicurare lei dell’amore che li lega e risvegliare immagini e ricordi della loro meravigliosa storia? No, non sarebbe più furbo.

Julio è arrabbiato perché si sente – lui – vittima di un’ingiustizia.
Ma come, io mi faccio una sveltina con la segretaria e tu mi lasci?
E no, non vale. Con un uomo come me, questo bilancio è sbagliato. L’hai capito o no che mi saltano addosso? Vorresti per caso un uomo che non se lo fila nessuna?

Colpo di frusta. Tac! E adesso rimetti i vestiti nell’armadio.

L’Inconoscibile

R.B.: “Sforzi del soggetto amoroso per capire e definire l’oggetto amato ‘in sé’ come tipo caratteriale, psicologico o nevrotico, indipendentemente dalle peculiari cognizioni del rapporto amoroso”

Metti a posto ogni cosa e parliamone un po’

io di errori ne ho fatti, di colpe ne ho

ma quello che conta tra il dire e il fare

è saper andar via ma saper ritornare

Tra il dire e il fare per gli altri c’è di mezzo il mare, per Julio no.
Lui non va giudicato sulla base delle sue azioni. O meglio, va giudicato sulla base delle sue azioni, ma ben sapendo che queste racchiudono un mistero: il suo essere, la sua inconoscibilità divina. E quindi si sottraggono al giudizio morale che prevede per tutti le stesse condizioni di partenza. Lui no, lui è al di là del bene e del male.

“Prodigarsi, adoperarsi per un soggetto impenetrabile, è religione pura”; scrive Roland Barthes, “fare dell’altro un enigma irrisolvibile da cui dipende la mia vita, significa consacrarlo come dio)”.

E Dio va e Dio ritorna, si manifesta e scompare. Non ti abbandona ma pretende da te un atto di fede. Posto allora che ambire a capire come funziona e secondo quale logica sono orientate le sue azioni è impossibile, domandiamoci con Roland Barthes: “Cosa si verificherebbe se io decidessi di definirti non già come una persona, ma bensì come una forza? E nel caso mi ponessi come una forza contrapposta alla tua forza? Tutto ciò avrebbe come risultato questo: il mio altro si definirebbe solamente attraverso la sofferenza o il piacere che egli mi dà”.

Julio è il principio e la fine, il bene e il male, quello che va e ritorna, la coincidenza degli opposti.

Un pirata e un signore. Appunto.

 

Anna di Cagno

 

 

3 Replies to “JULIO IGLESIAS frammenti di un discorso maschile”

  1. Mi sento tanto in colpa per non aver letto,a suo tempo,Roland Barthes ed aver,invece, ascoltato per ore ed ore” Se mi lasci non vale”. Ma ero tanto giovane,son passati 40 anni!

  2. Mi sento tanto in colpa per non aver letto, a suo tempo, Roland Barthes e di aver ascoltato,invece, per ore ed ore ” Se mi lasci non vale”. Ma ero tanto giovane,son passati 40 anni; comunque complimenti a chi non andava oltre i 25 secondi.

  3. Julio, più che l’uomo, rappresenta l’amato. E l’amato è sempre superiore all’amante, lo dice Diotima. Da Julio a Roland Barthes a Diotima…un articolo che fa sorridere e anche pensare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *