MOLLY BROWN
Image default
Immaginati

EVA KANT: “Diabolik, non ti sopporto più” e minaccia il divorzio

Eva Kant, DiabolikLa notizia è di quelle destinate a fare scalpore: Diabolik ed Eva Kant sono in crisi. E non si tratta di crisi “professionale” (i due supercriminali restano tutt’ora imprendibili per il povero Ginko) ma di crisi “sentimentale”. E non si tratta nemmeno della classica crisi del settimo anno, questa è del cinquantesimo, e oltre.

Si è venuto a sapere che i due sono arrivati al Punto di rottura (titolo del loro albo Speciale Grande Diabolik in edicola a luglio), un punto di rottura è uguale a quello di qualsiasi coppia: incomprensioni, silenzi, nessun sorriso, nessun gesto d’affetto, visi tirati. Eva che parla chiaramente di «priorità diverse» e non è più disposta a «prendere ordini» da lui, dal suo compagno di una vita.

Eva conosce Diabolik nel 1963 nell’avventura L’arresto di Diabolik: sin da quella prima apparizione si capisce che lei è fatta di un’altra pasta. Dimostra immediatamente una freddezza e una determinazione pari a quella di Diabolik, salvandolo in extremis dalla ghigliottina. Scampato il pericolo e al sicuro in uno dei numerosi rifugi, lei dichiara, quasi vantandosene, di essere una donna pericolosa, con trascorsi di avventuriera e spia industriale.

All’epoca le donne nei fumetti sono tutte sciaquette, lei invece è diversa sia dalle eroine che l’hanno preceduta sia da tutte quelle che tenteranno, invano, di imitarne il fascino.

Bionda, occhi verdi, bellissima – le sorelle Angela e Luciana Giussani, creatrici e editrici del fumetto, chiedono ai disegnatori di ispirarsi a Grace Kelly, mentre le fattezze del viso si devono a una loro amica (rimasta anonima)- Eva oggi ha più di cinquant’anni ma è ancora di moda. Capelli pettinati nell’immancabile chignon, viso lungo, fisico da modella con poco seno fasciato in un completo pantaloni nero, ai piedi un paio di semplici ballerine.

Lady Kant è la figlia illegittima di una povera ma bellissima donna di nome Caterina e di Lord Rodolfo Kant, ha una giovinezza difficile e turbolenta (fa mille lavori, compreso quello di una cantante di nightclub: del resto sa come usare il suo corpo flessuoso…) e arriva a sposare il cugino del padre, Lord Anthony Kant, ambasciatore del Sudafrica morto in circostanze misteriose e sospette, sbranato da una pantera, ufficialmente nel corso di una battuta di caccia. Non sono in pochi quelli che sostengono che a spingerlo nelle fauci della belva sia stata proprio la moglie.

Col tempo ammorbidisce la propria immagine con una sensualità raffinata e misteriosa, antitetica a ogni volgarità, costruendo un solido rapporto di coppia basato sulla condivisione dello stesso stile di vita e, diciamolo, degli stessi valori.

Dopo l’esordio per qualche anno accetta un ruolo di spalla, subordinata alle decisioni del “Re del terrore”. Poi comincia un vero e proprio percorso di crescita che la porta a essere sempre più autonoma, indipendente, libera. Diabolik le lascia sempre più spazio, perché capisce quanto abbia bisogno di lei, e quanto rispetto le debba e nonostante la vita e le centinaia avventure di coppia lei ha un pubblico suo, una popolarità che va oltre il suo compagno. La conferma arriva nel 2003 quando si conquista di una “sua” testata: in edicola, e con grande successo, appare l’albo speciale Eva Kant – Quando Diabolik non c’era. Ci sono voluti decenni, ma alla fine Eva l’ha spuntata. Perché è ambiziosa, testarda, pragmatica, determinata.

Due personaggi complementari, una vera coppia alla pari, molto moderna.

Eva è la prima – e forse ancora l’unica – “donna a fumetti” che si confronta alla pari con il suo compagno. Una femminista a sua insaputa. Diabolik dal canto suo è sempre stato un criminale con un ferreo codice d’onore: non è mai venuto meno alla parola data, ha contraccambiato favori ricevuti e aiutato chi ha avuto verso di lui un atteggiamento amichevole.

Ma la cosa più evidente è che per Eva è sempre stato disposto a qualunque sacrificio, memorabile l’episodio in cui lei gli ha chiesto di rinunciare a un bottino per dimostrare all’opinione pubblica il loro amore.

Oggi veniamo a scoprire che nemmeno nei fumetti esiste l’amore eterno. La domanda sorge spontanea: e se dovessero divorziare? Come lo dividono il patrimonio (soldi, gioielli, immobili) accumulato in più di cinquant’anni di crimine in comune?

Al confronto il divorzio Berlusconi-Lario è roba da poveretti!

Luca Pollini

Related posts

NOTTAMBULI meglio dell’amore perché non ti ferisce

Silvia Andreoli

IL GRANDE GATSBY L’amore è un grande flop

Silvia Andreoli

MOBY DICK Ma dal cocktail… non scampi

Silvia Andreoli

Lascia un Commento