EDWARD&WALLIS la favola triste

Di lui Churchill aveva una scarsissima opinione e la risposta che ebbe da Lord Kitchener quando chiese di essere inviato al fronte allo scoppio della Prima Guerra Mondiale («Se sapessi per certo che verreste ucciso, non sono certo che v’impedirei d’andarci») la dice già lunga sul conto di Edward Albert Christian George Andrew Patrick David Windsor, lo sfortunato Edoardo VIII.

A 41 anni Edoardo (David per gli intimi) è lo scapolo più ambito del Regno Unito, ma anche un donnaiolo incallito, ben poco adatto al ruolo di regnante che gli era toccato in sorte. L’americana Bessie Wallis Warfield invece era già divorziata una prima volta dall’ufficiale dell’aviazione statunitense Earl Winfield Spencer (descritto come un uomo violento e alcolizzato) ed era prossima a lasciare il secondo marito, Ernest Aldrich Simpson, direttore d’una grande azienda di trasporti marittimi. Il primo incontro fatale con la donna che gli farà rinunciare alla Corona d’Inghilterra avvenne il 10 gennaio 1931, a casa di Lady Furness. «Eravamo appena in sette. Perciò potete immaginare quanto sia stato bello incontrare il principe in circostanze così intime e informali. Tuttavia non avrei mai immaginato che tutto si sarebbe svolto in modo tanto naturale», confiderà la Simpson in una lettera a sua zia Bessie. Seguiranno altre occasioni mondane nelle quali Wallis sfodererà tutte le sue arti di seduzione, fino a prendere pian piano il posto di Thelma Furness, che del futuro re era l’amante ufficiale: «Mi resi conto che Wallis se n’era occupata “eccessivamente bene”», ammetterà costei in seguito. «Lo sguardo gelido e provocatorio che mi lanciò un giorno mi fece comprendere l’intera faccenda».

Decine e decine di libri hanno spiegato che l’ascendente che la Simpson esercitò sul principe era di natura sessuale, ma c’è anche chi sostiene che oltre a guarirlo da un innato complesso di inferiorità, lei era una delle rare persone che lo facevano ridere. «Aveva condotto un’esistenza inamidata nel protocollo e nel rigore della buona creanza, secondo la quale ridere di gusto risultava sconveniente quanto ubriacarsi. Con Wallis si rilassava, e lo trovava meraviglioso», scrive Gilbert Sinoué ne Le storie d’amore che hanno cambiato il mondo (Neri Pozza Editore, 2016). Inoltre, almeno all’inizio della loro storia, lei lo circondava di attenzioni e cure materne. Nessuno si era occupato così tanto di lui, prima. E diventò devotissimo. Faceva all’amata costosi regali, specialmente gioielli (si ritiene abbia speso almeno 110 mila sterline dell’epoca, equivalenti oggi a circa 7 milioni) e nel 1935 andò due volte in vacanza da solo con lei in Europa. Su ordine di re Giorgio e in accordo col governo i servizi di sicurezza avevano già da tempo iniziato a seguire i due “piccioncini” e a svolgere indagini discrete sulla Simpson, giungendo alla conclusione che avesse anche altri due amanti, più o meno occasionali.

La faccenda diventava sempre più seria, tanto che a un certo punto il padre re Giorgio, a proposito del suo primogenito fece una profezia: «Dopo che sarò morto, il ragazzo si rovinerà entro 12 mesi». Le cose andarono proprio così. Re Giorgio V morì il 20 gennaio 1936 e il giorno successivo Edoardo VIII salì al trono; infranse subito il protocollo perché alla proclamazione formale volle far assistere la Simpson, all’epoca sposata a un legittimo consorte che era, però, assente. La Corte e il governo cominciarono a preoccuparsi seriamente per quella che consideravano una vera sciagura. Il futuro premier Neville Chamberlain (allora Cancelliere dello Scacchiere) nel suo diario aveva scritto che Wallis Simpson era «una donna senza scrupoli che non è innamorata del Re ma lo sta sfruttando per i suoi scopi, in denaro e gioielli…». Voci e insinuazioni la descrivevano come un’avventuriera.

Si sa come andarono poi le cose. Messo davanti al dilemma, Edoardo rinunciò volontariamente al trono. Il 10 dicembre 1936, a Fort Belvedere, di fronte ai suoi fratelli, Albert (che l’indomani sarebbe salito al trono in sua vece con il nome di Giorgio VI), Henry e George, Edoardo VIII firmò la propria abdicazione, primo e finora unico sovrano britannico a farlo in oltre mille anni. L’11 dicembre, davanti ai microfoni della BBC pronunciò un discorso con la celebre frase: «E dovete credermi se vi dico che ho constatato l’impossibilità di reggere il pesante fardello di responsabilità, di adempiere ai miei doveri di re come avrei voluto, senza il concorso e il sostegno della donna che amo». Il 12 dicembre lasciò il Regno Unito e raggiunse l’Austria, attendendo che il divorzio della sua “Wally” diventasse definitivo.

L’ex sovrano e la moglie si stabilirono a Parigi e non ebbero figli. Ma quella di Edoardo VIII non è stata una storia a lieto fine. Dopo anni di viaggi e feste, la vita divenne sempre più noiosa e secondo le più recenti biografie la donna che gli aveva fatto perdere la testa (e la corona) strinse anche una serie di relazioni scandalose. Il Duca di Windsor alla fine dei suoi giorni morì solo, il 28 maggio 1972 per un cancro alla gola, tra le braccia di una giovane infermiera: Julie Chatard Alexander: «Non è mai venuta a vedere come stava o a dare il bacio della buonanotte, non una volta. Poveretto!», raccontò quest’ultima. Wallis gli sopravvisse quattordici anni, consumata dall’Alzheimer. Dopo la morte, il 24 aprile 1986, all’età di 89 anni, la famiglia reale le permise di riposare accanto al defunto marito. Per amara ironia della sorte, la donna che fece abdicare il re d’Inghilterra è finita così nel cimitero privato di una famiglia che odiava e da cui era cordialmente disprezzata. Una famiglia che non aveva mai acconsentito, in mezzo secolo, a concederle il titolo di “Sua Altezza Reale”.

 

 

 

 

 

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