MOLLY BROWN
Image default
Inaffondabili

DANTE un’esperienza virtuale

“Non ce la posso fare”. È la prima cosa che penso quando mi propongono l’ennesimo webinar, un incontro in zoom, una visita in rete. Non ne posso più di queste ore trascorse al pc: “mi sentite”?, che sa tanto più di seduta spiritica che di riunione. Basta rivoglio la normalità. Ed ho pensato la stessa cosa quando ho letto la novità di queste settimane: poter entrare virtualmente nella casa museo di Dante, nel cuore della Firenze medioevale, dove sorgevano le antiche case degli Alighieri.

Da viaggiatrice amo esplorare le dimore dei personaggi Inaffondabili.

Vedere dove hanno vissuto, camminato, pensato e dato vita alle proprie opere è una delle cose che mi affascina di più. Figuriamoci poter curiosare nella casa del Sommo Poeta, proprio quest’anno in cui ricorrono i 700 anni dalla sua morte. Cedo alla tecnologia o faccio finta di nulla in attesa di tempi migliori? Ma nell’attesa, mica posso perdermi tutto?

Penso e ripenso e cerco di mettere sul piatto i pro e i contro.

Partiamo dai “pro”.

Posso entrarci subito e quando voglio, senza dover aspettare quando riaprirà al pubblico, senza prenotazione e senza file. Come prima cosa, non mi sembra male.

Posso stare comodamente sul divano e al caldo, e con il freddo di questo periodo non è proprio qualcosa di spiacevole. Anzi.

Non ho l’obbligo della mascherina e finalmente respiro bene.

Nessuno mi guarderà male se salto una sala a piè pari o se mi soffermo a lungo su un dettaglio di un dipinto o di un altro particolare.

Se fumassi, potrei anche accendermi una sigaretta dietro l’altra, senza che nessuno mi imponga alcun divieto. Così se avessi un figlio da allattare.

Posso aprirmi, e la apro, anche una bottiglia di Chianti toscano, in omaggio alle origini di Alighieri.

I contro? Forse li scoprirò durante il tour on line, ma intanto decido di fare questa esperienza virtuale che supera i limiti spaziali.


Mi verso del vino e click dopo click sono dentro, con la sensazione di essermi quasi intrufolata di nascosto e in qualche modo continuo a viaggiare. Meglio dire che mi illudo di viaggiare.
Ad accogliermi (www.museocasadidante.it/tour-virtuale/) è proprio la voce di Dante che introduce a un percorso che si snoda attraverso la storia e le vicende che hanno caratterizzato la sua vita e la sua città, anche attraverso lati inediti e più nascosti.

Veloce mi sposto con il mouse ed eccomi nella prima sala del Museo: Dante mi aspetta in versione 3D.

Mi trovo nella sala dedicata all’Arte dei Medici e Speziali, Arte della quale fece parte Dante stesso, e posso osservare con un rapido zoom alcuni strumenti come l’alambicco, utilizzati per creare pozioni e unguenti che venivano somministrati ai pazienti come prima forma di cura medievale.

Un attimo e sono nella seconda sala, dove campeggia una retroproiezione a parete, creata unendo le più moderne tecniche della computer grafica a interpretazioni attoriali e riprese con volo di drone. Qui posso ascoltare, tramite un altro hotspot, il racconto di Dante ancora poco noto: il Poeta arruolato come giovane feditore a cavallo guelfo nella celebre Battaglia di Campaldino nel 1289 che cambiò le sorti della Toscana.
Il mouse fa su e giù tra le scale, finisce proprio di fronte alla porta della toilette.

Ecco una cosa che non si può fare virtualmente. Ed è il primo contro.

Faccio una piccola sosta, il tempo di riempire il mio bicchiere con altre due dita di Chianti e percorrendo rapidamente le scale sono al piano superiore per avventurarmi alla scoperta delle sale e degli hotspot dedicati alla lingua italiana e alla letteratura. È lo stesso maestro di Dante, Brunetto Latini, scrittore e poeta, a prendere parola e introdurre il suo celebre allievo.

Posso persino entrare a sbirciare la camera da letto di Dante, luogo non accessibile durante la visita fisica al Museo.

Ed ecco che l’elenco delle cose a favore cresce sempre di più. Il soffitto con le travi a vista, il letto in legno, un piccolo scrittoio davanti a una minuscola finestra, lì dove forse immaginava le storie che poi ha narrato. Sempre più incantata, mentre la mia fantasia vola lontano, entro nello spazio dedicato alla Divina Commedia, tradotta in 49 lingue e ben 22 dialetti.

Come diceva Borges: «la Divina Commedia è la vetta di tutta la letteratura e di tutte le letterature. Il miglior libro mai scritto dagli uomini».

In vetrina ci sono tutte le copie dei libri. Tra queste una copia della Divina Commedia dal Codice Trivulziano del 1337 e persino il più piccolo libro della Divina Commedia “Dante leggibile a occhio nudo” del 1899. Ascolto poi alcuni dei versi tratti dalle tre cantiche, mentre scorrono le immagini ispirate alle celebri illustrazioni della Commedia di Gustave Doré e di William Blake.

Con il click successivo mi accoglie un grande dipinto della Firenze di una volta. Ed ecco che si aprono le immagini del Duomo, del Battistero e la fantasia immagina Dante e gli uomini del suo tempo passeggiare tra queste strade e questi edifici.

Ora ho ancora più voglia di tornare nel capoluogo toscano.

Alla fine ho capito una cosa, che le visite virtuali hanno tanti pro, che la bottiglia di vino è meno della metà, ma io sono pronta a prendermi i contro. Nessun computer, tablet o smartphone potrà mai eguagliare l’emozione di essere sul posto e ammirare da vicino la “Bellezza”.
Caro Dante, appena si potrà, ci vediamo di persona.

 

 

 

Related posts

TOTÒ Alice nel Paese dell’Ipocrisia

Sergio Di Giacomo

OSCAR WILDE la ferocia della buona società

Patrizia Ripa

MINA Nostra Signora delle Corna

Anna di Cagno