CHARLES BUKOWSKI tutta sesso

charles bukowski«sai» disse, «tu te ne stavi

al bar così non ti sei accorto

che ho ballato con quel tipo.

abbiamo continuato a ballare

vicini.

ma non me lo sono portato a casa

perché sapevo che

stavo con te.»

«tante grazie»

dissi io.

pensava sempre al sesso.

se lo portava a spasso

come se lo tenesse

nel sacchetto della spesa.

che energia.

non se ne scordava mai.

fissava tutti gli uomini disponibili

al mattino nei bar

tra il bacon e le uova

o più tardi

dietro a un panino meridiano o

a una bistecca serale.

«mi sono modellata su

Marylin Monroe» mi

disse.

«corre a ballare

in qualche discoteca della zona

con un babbuino» mi disse una volta

un amico, «trovo strano che tu

abbia resistito tanto.»

poteva sparire alle corse

per poi tornare a dirmi:

«tre uomini mi hanno offerto

da bere.»

oppure la perdevo al parcheggio

e alzando gli occhi la vedevo

passeggiare con uno sconosciuto

«be’, lui veniva di là

io venivo di lì e abbiamo

camminato insieme. Non volevo

urtare la sua

sensibilità.»

diceva che ero davvero

geloso.

un giorno

cadde

dentro i suoi organi sessuali

e sparì.

fu come se una sveglia

fosse caduta

nel Grand Canyon.

scoppiò e suonò e

squillò e quillò

ma presto non riuscii più

a vederla né sentirla.

sto molto meglio

adesso.

ho cominciato a ballare il tip-tap

e porto un cappello nero

di feltro tirato basso

sull’occhio

destro.

 

 

«you know,» she said, «you were at
the bar so you didn’t see
but I danced with this guy.
we danced and we danced
close.
but I didn’t go home with him
because he knew I was with
you.»

«thanks a bunch,» I
said.

she was always thinking of sex.
she carried it around with her
like something in a paper
bag.
such energy.
she never forgot.

she stared at every man available
in morning cafes
over bacon and eggs
or later
over a noon sandwich or
a steak dinner.

«I’ve modeled myself after
Marilyn Monroe,» she told
me.

“she’s always running off
to some local disco to dance
with a baboon,” a friend once told
me, “I’m amazed that you’ve
stood for it as long as you have.”

she’d vanish at race tracks
then come back and say,
“three men offered to buy me
a drink.”

or I’d lose her in the parking
lot and I’d look up and she’d
be walking along with a strange man.
“well, he came from this direction
and I came from that and we
kind of walked together. I
didn’t want to hurt his
feelings.”

she said that I was a very
jealous man.

one day she just
fell down
inside of her sexual organs
and vanished.
it was like an alarm clock
dropping into the
Grand Canyon.

it banged and rattled and
rang and rang
but I could no longer
see or hear it.

I’m feeling much better
now.

I’ve taken up tap-dancing
and I wear a black felt
hat pulled down low
over my right
eye.

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