BETTIE PAGE splendori e miserie della regina delle pin-up


bettie pageNegli anni Cinquanta posare nuda non dev’essere stato facile, ancor meno nell’America puritana. Certamente ci voleva una grande sicurezza in se stessi. E Bettie Page ne aveva da vendere.

Una chioma nera come la notte, un sorriso brioso come il giorno, Bettie è più che una bella ragazza. Nata a Nashville, in Tennessee, con sangue Cherokee nelle vene, mentre passeggiava su una spiaggia a Coney Island è notata da Jerry Tibbs, un poliziotto con l’hobby della fotografia. Colpito da quella figura sinuosa e da quegli occhi blu profondo, le chiede se può farle delle fotografie. Una settimana dopo sono a cena. Si ride, si mangia e – soprattutto – si beve. Jerry la invita a bere un ultimo bicchiere a casa sua. Lei è su di giri, lui comincia fotografarla

Il suo rapporto con l’obiettivo della macchina fotografica è pura empatia. Sempre spontanea e naturale, una predisposizione alla posa rara. E che pose! Complice qualche bicchiere di troppo lo sguardo di Bettie diventa sempre più ammiccante, le pose più provocanti, si lascia plasmare come creta e non ha alcun problema a posare nuda.

Le foto sono splendide e l’amico poliziotto le fa girare negli ambienti di fotografi professionisti che cercano modelle per nudi artistici. Bettie è chiamata immediatamente e le bastano poche sessioni per rivoluzionare la fotografia erotica inventando, di fatto, la professione della pin-up.

Le sue scelte così singolari, specialmente per quell’epoca, dimostrano una grande indipendenza, oltre che capacità di controllo sulla propria carriera, sul proprio corpo, sulla propria vita. Una vita molto più complessa di quello che si possa immaginare.

Seconda di sei figli, tre maschi e tre femmine, all’anagrafe registrano il suo nome con la Y ma il certificato di battesimo indica Bettie. I genitori divorziano quando lei ha dieci anni. Il padre, spesso ubriaco e senza lavoro, molesta le tre figlie femmine. «Eravamo così poveri che se trovavamo un’arancia nella calza di Natale facevamo festa» ha rivelato a un giornale.

Le tre sorelle crescono in un orfanotrofio dove si divertono a pettinarsi e truccarsi come le grandi dive. È una studentessa modello e anche se studia per diventare insegnante sogna di fare l’attrice. Dopo la laurea sposa Billy Neal, conosciuto al college. I due si trasferiscono a San Francisco, poi lui parte per la guerra. Quando torna divorziano. Si sposerà – e divorzierà – altre due volte.

Stare vicino a una donna così non deve essere facile: essere gelosi è naturale. Tutti la vogliono, tutti la cercano, tutti la guardano. Molti dall’obiettivo. Tra questi c’è Irvin Klaw, artista all’avanguardia, che la convince a pettinarsi con la frangetta, quello che diventerà il suo tratto distintivo. La immortala in decine d’immagini sexy, anche a tema bondage e sadomaso. In men che non si dica, Bettie Page diventa un’icona in tutti gli Stati Uniti: la prima pin-up della storia.

Le pin-up (traducibile con “da appendere”) sono ragazze procaci, ammiccanti e sorridenti fotografate in costumi da bagno o abiti succinti. Foto che attirano l’attenzione di milioni di lettori, in particolar dei soldati, che usano appunto “appenderle” dentro gli armadietti della caserma.

L’apice della notorietà Bettie Page lo raggiunge nella seconda metà degli anni Cinquanta quando la rivista Playboy la vuole come playmate. Solo un paio di mesi prima quelle pagine centrali erano occupate da Marylin Monroe. Le sue forme, la pelle bianco latte, gli occhi di un blu profondo, il sorriso innocente ma accattivante non passano inosservati.

Questa esplosiva combinazione di fascino e sensualità le fa guadagnare notorietà in poco tempo. Inizia di una carriera strepitosa. Da oggetto del desiderio dei marines, Bettie diventa attrice, ballerina, cantante. Non smette mai di stuzzicare: impone il genere burlesque grazie a quel vedo/non vedo sapientemente studiato, equilibrio perfetto tra erotismo e buon gusto, un sex appeal lontano anni luce dalle panterone di oggi, col capello semi bagnato, seni improbabili e labbra a canotto. 

L’immagine di Bettie è riprodotta ovunque, scatole, T-Shirt, copertine di dischi, carte da gioco. Ora anche le donne restano incantate dai suoi modi affabili, maliziosi e ingenui allo stesso tempo e ne ammirano la sicurezza e il temperamento. Sempre divertita e irriverente è ospite in diversi programmi tv, si esibisce in club e teatri, è protagonista di oltre 50 filmati burlesque. È la donna più desiderata di America.

E iniziano i guai.

Alcuni leader civili e religiosi denunciano i suoi lavori accusandoli di perversione e di “cospirazione finalizzata alla distribuzione di materiale osceno”. Dal momento che quella modella sua connazionale viola ogni tipo di tabù sessuale, il senatore del Tennessee Estes Keafauver ordina un’inchiesta congressuale anche contro di lei.

Così, a causa di un bigottismo istituzionalizzato Bettie è costretta a ritirarsi dalle scene all’apice della carriera, scomparendo dalla vista del pubblico a soli 37 anni.

Bettie Page non è stata soltanto un’artista dotata di rara bellezza ma una rivoluzionaria e una liberatrice dei costumi. Con il suo atteggiamento spavaldo ed esuberante ma professionale, contribuisce a cambiare la percezione e il trattamento delle donne all’interno dell’industria dello spettacolo.

Lei ha sempre rifiutato il ruolo di paladina del femminismo: «Non ho cercato di essere scandalosa o di essere una pioniera. Non ho cercato di cambiare la società o di anticipare i tempi. Non ho pensato di essere un’emancipata e non credo di aver fatto qualcosa d’importante. Sono solo stata me stessa. Non conosco altro modo di essere o di vivere».

Depressa, disorientata e soprattutto disgustata dal bigottismo imperante, Bettie viaggia molto e prova a riciclarsi come insegnante e coreografa in California, Tennessee, Illinois e Oregon. Quando qualcuno la riconosce per la strada, risponde: «Bettie chi?»

Il terzo divorzio le causa un grave crollo nervoso, le viene diagnosticato un disturbo bipolare. Ormai è rimasto poco della brillante e spiritosa ragazza adorata da tutti, preferisce l’anonimato perché non può sopportare che il suo pubblico la veda in quello stato.

Le manca molto l’amore, quello vero, quello intimo. Pur di fare scandalo le sono attribuite anche diverse relazioni omosessuali, tra cui persino con Marilyn Monroe e Katharine Hepburn.

C’è chi sostiene che il motivo del suo rifiuto a farsi fotografare sia dovuto al suo riavvicinamento al cristianesimo. Leggendario anche l’episodio che racconta come riscopre la fede: sembra che un giorno stesse passeggiando sulla spiaggia a Key West, quando vede una piccola chiesa sormontata da una minuscola croce. Entra, e dopo un’ora esce rinata cristiana.

Chiuso definitivamente con la sua vita precedente, studia per diventare missionaria ma questa sua volontà s’infrange a causa della sua instabilità mentale. Nel 1979 è arrestata a seguito di una violenta lite in strada. Le diagnosticano un’acuta forma di schizofrenia con tendenze alla violenza ed è ricoverata per due anni. Dimessa, sempre sotto stretto controllo medico, lavora a un’organizzazione cristiana. La gente e il mondo dello spettacolo per anni non sa nemmeno se è ancora viva.

Bettie Page muore a 85 anni dopo una lunga polmonite. Accanto uno dei suoi fratelli che ha detto: «Era splendida, anche dopo aver esalato il suo ultimo respiro».

Luca Pollini

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