Mary Surrat: cuore di mamma o spietata cospiratrice?

Il 7 luglio 1865 moriva per impiccagione dopo un processo “discutibile” che l’aveva condannata a morte Mary Elizabeth Jenkins Surrat. Prima donna ad essere condannata a morte nella storia americana.

Ma era davvero colpevole di aver cospirato contro il Presidente Abram Lincoln il cui epilogo fu l’assassinio del Presidente stesso?

Proprietaria della pensione in cui, a detta dell’accusa, si tenevano le riunioni dei cospiratori. Condannata da una giuria militare che non cercava altro che un capo espiatorio su cui riversare la vendetta e la frustrazione della perdita.

Una donna fuori dagli schemi tradizionali del tempo, non dedita solo alla cura della casa e dei figli ma quasi una moderna imprenditrice. In un tempo in cui era quasi impensabile che una “donna” potesse pensare con la sua testa ed essere indipendente dalle opinioni maschili.

Perché solo gli uomini potevano pensare e avere idee.

Mary era estremamente cattolica quindi era totalmente contrastante alla sua forma mentis prender parte al complotto. Allora perchè non ha difeso strenuamente la sua innocenza, se lo era. Perchè è voluta salire sul patibolo.

Forse per amore? Per permettere al suo adorato figlio di essere libero e dargli una speranza di sopravvivenza?

Forse. Ma non lo sapremo mai come realmente andarono le cose. Fu accusata quasi come fosse lei la mente di tutto, presentata al pari di un capo dell’Isis dei nostri giorni. Ma era davvero quella la verità? Il suo destino era stato segnato già prima di entrare in quella sala di tribunale. Tanto che tutte le richieste di clemenza furono ignorate. Solo il suo avvocato si battè per lei più di quanto lei stessa fece. Persino alcuni membri della giuria alla fine nel deliberare il verdetto ebbero dei seri dubbi sulla sua colpevolezza. Ma per alcuni come l’allora Segretario di Stato vi era la necessità di dare l’esempio, per non permettere ad altri di poter complottare impunemente. In un momento della storia americana molto delicato, di un paese appena nato e già in guerra.

Mantenere un’immagine di forza affinchè non si smembrasse ulteriormente, era un’esigenza. E allora perchè non condannare una donna che probabilmente aveva solo la colpa di essere la madre John J. Surrat, amico di John Wilkes Booth, vero esecutore dell’uccisione di Lincoln.

Quindi la sua condanna fu solo un esempio di ostinata giustizia sommaria?

Chi lo sa!

Roberta Cirello

 

*Roberta Cirello è laureata in Scienze politiche all’Università di Torino. Appassionata di letteratura e storia, non disdegna la filosofia e la mitologia. Adora leggere e guardare film romantici e di fantascienza. Anche se la sua passione sono tutte le serie poliziesche americane come CSI o Criminal Minds.

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