MARC CHAGALL Quando l’amore è una passeggiata

«Ci sono artisti che non possono essere giudicati. Essi non appartengono alla Storia, sono essi stessi Storia. Marc Chagall è uno di questi». Come non dare ragione a Vittorio Sgarbi quando dice che il pittore nato nel 1887 nella russa Vitebsk è «ancora nostro contemporaneo»? Basta guardare il suo quadro più famoso “La passeggiata”, dipinto tra il 1917 e il 1918 e conservato nel Museo di Stato Russo di San Pietroburgo. Al centro della scena c’è il pittore che tiene per mano la moglie Bella mentre vola tranquillamente per aria. Nell’altra mano ha un uccellino che simboleggia il loro accordo con la natura. L’artista guarda verso di noi con un sorriso che esprime tutta la sua felicità: è una splendida giornata, sta facendo un picnic con la sua amata moglie, alle loro spalle c’è la loro città, il luogo dove sono nati. La loro felicità è perfetta: Bella si alza in volo e Chagall la trattiene con la mano, ma a sua volta sembra sollevato da terra grazie all’amore che lo lega alla sua donna. Una felicità che si libra in un volo, al di sopra di qualsiasi altra cosa trascendente.

L’amore è uno dei temi centrali delle opere di Chagall e la chiave per leggere le sue tele è la storia con il grande amore della sua vita: Bella Rosenfeld. È lei la donna in volo, l’amante in blu, la protagonista di tanti capolavori. Lei, splendida, intelligente, ricca di grazia e di dolcezza.

Si erano incontrati nel 1909. Lui figlio di modesti commercianti ebrei (vero nome levita Moishe Segal, in russo Mark Zacharovič Šagal, francesizzato in Chagall) fin da ragazzo ha chiaro in testa di voler diventare un pittore e tanto insiste con i suoi che ci riesce, finché nel 1907 va a cercare fortuna nella grande città, San Pietroburgo. Si inserisce subito nel mondo artistico e comincia a maturare il suo talento. Due anni dopo, pittore ventitreenne scapestrato, incontra il grande amore: Bella Rosenfeld, una brillante studentessa quindicenne, anche lei di origine ebraica e nata nella sua stessa città. L’assoluta dedizione dell’artista per la futura moglie è documentata nell’autobiografia di Chagall, che descrive la pelle d’avorio e i grandi occhi neri che lo hanno stregato. Mentre la stessa Bella in un suo libro parla di un colpo di fulmine per quel ragazzo dai ricci spettinati e lo «sguardo di una volpe negli occhi azzurro-cielo». I due si sposano presto. La loro unica figlia, Ida, nasce nel 1916.

Tutti i quadri che Bella ispirerà a Chagall sono il trionfo di un amore felice, gioioso. Tra il 1910 e il 1925, mentre avanzano le avanguardie artistiche, Chagall se ne tiene ben lontano e dipinge il ciclo degli innamorati nei vari colori: blu, rosa, verde, grigio. Oltre a La passeggiata, in cui tiene la sua amata per un braccio a sventolare come uno stendardo d’amore nella campagna di Vitebsk, crea anche Il compleanno (1915), dove schiocca un bacio alla sua donna volando in una stanza multicolore, o Sopra la città (1914-18), dove vola con lei, come nuotando abbracciati. Tutto questo con quella magia di colori che il surrealista André Breton nel 1941 definì: «una pittura in cui gli stupendi colori fondamentali portano in sé il tormento moderno, pur conservando l’antica ingenuità nel raffigurare i fiori e l’espressione dell’amore».

«Non muoverti, resta dove sei…. Non riesco a stare ferma. Ti sei gettato sulla tela che vibra sotto la tua mano. Intingi i pennelli. Il rosso, il blu, il bianco, il nero schizzano. Mi trascini nei fiotti di colore. Di colpo mi stacchi da terra, mentre tu prendi lo slancio con un piede, come se ti sentissi troppo stretto in questa piccola stanza. Ti innalzi, ti stiri, voli fino al soffitto. La tua testa si rovescia all’indietro e fai girare la mia. Mi sfiori l’orecchio e mormori…». Così Bella Rosenfeld ricorderà uno dei tanti momenti in compagnia dell’uomo capace di colmarle il cuore d’amore e di accompagnarla, come in una “passeggiata”, negli anni più belli della sua esistenza.

Quando la sua prima moglie si ammala e muore il dolore di Chagall è così grande che confiderà: «Poi a un tratto un rombo di tuono, le nuvole si aprirono alle sei di sera del 2 settembre 1944, quando Bella lasciò questo mondo. Tutto è divenuto tenebre».

Emigrato negli Stati Uniti, nel 1948 tornerà in Europa, nella sua terra di adozione, la Francia, dove morirà nel 1985 dopo aver sposato Valentina Brodski (incontrata nel 1952) e aver conosciuto nuovi slanci creativi. Ma la sua arte, che si è manifestata in mille maniere, non riuscirà più ad esprimere l’amore come aveva fatto nei quadri ispirati da Bella.

Marina Moioli

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